Big Apple for small wallets…ovvero NY per tutte le tasche!

Buonasera ragazzi

Spero la settimana sia trascorsa tranquilla…manca solo un piccolo sforzo per arrivare indenni al tanto agognato venerdì 😁
Oggi vorrei proporvi un’avventura leggermente diversa dalle precedenti, per cui se state già pianificando le vostre ferie che siano estive o no, o se dopo tanto tempo volete esaudire il vostro desiderio più grande ma non credete possiate permettervelo, ecco qui qualche piccolo suggerimento per la realizzazione di un sogno chiamato New York.

Ebbene cercare di essere esaustivi quando si parla di New York è come cercare di contare quante gocce ci sono in mare, ma vi prometto ce la metterò tutta!
Ormai è passato un anno e qualche mese quando io e la mia famiglia siamo partiti alla scoperta della città che non dorme mai.
Il mese da noi scelto in quanto speciale per la nostra famiglia è stato Ottobre, siamo partiti il 13 e siamo tornati il 17.
Ora vi chiederete ed in soli 4 giorni cosa credi di aver visto?
Ero consapevole del tempo limitato per cui ho cominciato a pianificare il tutto mesi prima per non lasciare niente al caso e quindi per limitare le perdite di tempo.
Siamo partiti da Roma con Alitalia al costo di 350€ a/r alle 10.40 del 13 e siamo atterrati al JFK alle 14.25.
Era il primo volo internazionale per noi tutti, eravamo emozionatissimi all’idea che da li a poche ore (nove e mezza per la verità 😅) avremmo camminato per le strade di una delle città più sognate al mondo, ma devo anche ammettere che il timore del non sapere cosa aspettarsi era ben visibile sui nostri volti.
Il volo è stato piacevole, ovviamente viaggiando in economy si sa già che il dormire sarà una cosa quasi impossibile, ma se vi attrezzate riuscirete anche in quest’impresa.
Io mi ero portata dei libri da leggere, ma con mio grande stupore ho scoperto che nei voli internazionali (se invece è capitato solo a me fatemelo sapere🤣) dopo aver passato i pasti, nel mio caso il pranzo, si spengono tutte le luci e non si può aprire la tendina per guardare fuori, per cui se la vostra idea è quella di leggere tutto il viaggio magari ripiegate su un film che volete vedere da tanto oppure sceglietene uno dallo schermo che troverete difronte a voi.
Una volta atterrati al JFK e avendo prima compilato a bordo una dichiarazione di dove alloggerete e cosa state andando a fare negli Stati Uniti, ci siamo recati al punto di partenza degli autobus che portano dall’aeroporto alla vostra destinazione, potete sia prenotare dall’Italia, sia prenotare in loco. Per quattro persone andata e ritorno abbiamo speso 87 dollari, la compagnia di Shuttle era la “SuperShuttle Manhattan”.
https://www.viator.com/it-IT/tours/New-York-City/New-York-Arrival-Skip-the-Line-Shuttle-Transfer-Airport-to-Manhattan-Residences/d687-2928NYCAPTHOM?m=28610&tsem=true&supag=61951584366&supsc=dsa-583313754401&supai=317185951855&supap=1t2&supdv=c&supnt=g&supti=dsa-583313754401&suplp=1008045&supli=&supfi=55936301355&gclid=Cj0KCQiA7IDiBRCLARIsABIPohjmA3HPsbI6kEM52IMXCEhhDNoNByhGecsbE6ZhzSaBt_tFTh0SzUQaAiyVEALw_wcB

Noi alloggiavamo al “Pennsylvania Hotel” situato esattamente di fronte al Madison Square Garden ed a nemmeno un chilometro da Time Square esattamente al: 401 7th Ave 33rd Street. Vi lascio il link diretto sotto la foto.

Il primo giorno nonostante i buoni propositi eravamo stravolti e alle 19.45 eravamo già belli addormentati a letto.
Inutile dire che il mattino seguente alle 4.30 eravamo già fuori.
Davanti a noi ad attenderci avevamo Time Square deserta e silenziosa, illuminata come sempre dai famosissimi schermi giganti.

Time Square all’alba

Non avevamo inclusa la colazione in quanto avremmo dovuto aggiungere altri 27 dollari a testa, per cui dopo aver fatto un bel giro per ambientarci e realizzare che stavamo camminando per Time Square, ci siamo avventurati alla ricerca di un bar dove poter mangiare.
Abbiamo trovato un bellissimo posto nella traversa affianco all’Hard Rock Cafè, tutto a tema anni 50. Eravamo stati catapultati in men che non si dica nell’America vista nei film, con le tazze del caffè(?) giganti, muffin alti due piani e pancake rigorosamente 3 impilati e grandi quanto un piatto.
Purtroppo non ricordo il nome, ma se prendete la prima traversa vicino appunto all’Hard Rock non potrete sbagliarvi, è un bar pasticceria con dei bellissimi tavolinetti all’esterno.
Devo dire che 56 dollari compresi di mancia (che oscilla sempre dal 16 al 20 percento del conto e l’aggiunta di IVA in quanto i prezzi esposti in America non la includono) non sono pochi, ma sarete sazi e con la giusta carica per girare fino a pranzo.
Usciti con la pancia piena abbiamo deciso di fare un giro sugli “Hop on-Hop off” ovvero i bus turistici aperti sopra.
Tutte le compagnie hanno pr disseminati per l’intera Manhattan e tranquilli se vi sembrerà di non trovarli saranno di sicuro loro a trovare voi ed in base alle vostre esigenze sceglierete chi più vi aggrada.
Vi lascio comunque il link così se vorrete potrete prenotare da casa
https://sightseeingbusnyc.com/?gclid=Cj0KCQiA7IDiBRCLARIsABIPohjFr6L5Dh27KYOFZhNBDNdKaTPRpc4ba7IpjeLlFu-iIrdrYL1KQAwaAhQwEALw_wcB
Potrete salire e scendere a vostro piacimento e nel prezzo (all’incirca 70 dollari per 3 giorni a persona) è incluso oltre al giro della città notturno, anche l’escursione alla statua della libertà.
Non attraccherete sull’isola, per quello dovete fare un biglietto apposito, ma se vorrete un incontro ravvicinato con la Lady delle lady ve lo consiglio.
Il prezzo è alto ma la vista vi ricompenserà di tutto

Vista dall’autobus
Vista dal battello

L’imbarco per il battello lo trovate subito dopo il ponte di Brooklyn e terminerete il giro nel nuovo ed eccitante quartiere ebraico.
Non fate come noi, convinti di essere a pochi km da Ground Zero abbiamo deciso di farcela a piedi…e niente ci siamo trovati a percorrere 15 km come niente fosse 🙄.

Fila per l’imbarco

Servizio fotografico durante il cammino per Ground Zero

A pranzo andavamo di la del ponte in uno di quei tipici market a comprare delle insalate o dei trancetti di pollo, così con 25 dollari pranzavamo e per cena ci fermavamo a prendere un boccone in uno di quei caratteristici food truck proprio come dei veri newyorchesi!

Li trovate in ogni angolo della città

Una cosa se posso dire non mi è piaciuta.
Volevo andare a vedere il museo dedicato all’attacco alle torri gemelle e alle loro vittime, ma ho rifiutato categoricamente quando alla cassa mi è stato detto che per entrare il costo del biglietto era di 28 dollari a persona.
Non ho declinato per il prezzo in quanto ne ho spesi 25 per il MoMa e ne sono stata felice, ma ho trovato disgustoso speculare sulla memoria di povere persone decedute in una maniera così atroce.
Lì dentro erano conservati tutti gli oggetti appartenuti alle vittime, c’erano i loro sogni, le loro speranze e le loro ambizioni e pagare 28 dollari mi sembrava più speculare sul dolore che mantenere viva la memoria.
Comunque le due vasche poste dove una volta c’erano le due torri con i nomi delle vittime incisi sopra sono tristemente grandiose.

Purtroppo se cercate i nomi di qualche negozio non so fornirvelo in quanto l’unico visitato è stato quello di Victoria’s Secret, ma posso fornirvi qualche informazione utile se vorrete affittare delle bici e farvi il giro del più famoso parco del mondo.
Il noleggio di quest’ultime lo trovate appena entrate dall’ingresso principale del parco ovvero sulla 59th, sulla destra, dove al costo di 15 dollari l’ora vi forniranno il mezzo. Vi lascio il loro link direttamente sotto la foto “bike rent NYC”
Non fatevi prendere alla sprovvista come me, le macchine possono circolare all’interno di Central Park e troverete tre corsie: la prima è pedonale, la centrale è per le bici e l’ultima è riservata ai mezzi per cui occhio!

Prima di lasciarvi, vorrei raccomandarvi di fare un giro sulla “High-Line”ovvero una ex linea ferroviaria ora riconvertita. L’ingresso è completamente gratuito e se vorrete percorrerla per intero(2,3 km) da sud a nord, dovrete entrare da Gansevoort Street, dove si trovano le scale e l’ascensore.


Avrei ancora tanto da raccontarvi, ma come avevo promesso resterò breve.
Vi posto solo alcune foto di posti in cui si può andare gratis a New York e sotto di esse vi scriverò una breve descrizione.
Ricordatevi prima di partire di fare sempre due cose la prima è l’ESTA ovvero l’autorizzazione elettronica per entrare negli USA https://www.esta-autorizzazione.it/esta-andare-new-york.html;
e la seconda è l’assicurazione, io mi sono rivolta alla COVERWISE ASSICURAZIONI VIAGGI https://www.columbusassicurazioni.it/winter2018/tre-regali-da-columbus-per-te/?sourcecode=XMSPPC&mkwid=sTaBQ7Esw_dc&pcrid=252842208448&mt=e&kw=coverwise&gclid=Cj0KCQiA7IDiBRCLARIsABIPohiY_LacJKfHxYwGRBixMabLgZ3rit7AsAJNe87vyl_xedARrDNK3RoaAgCDEALw_wcB

Spero vivamente di avervi fornito informazioni utili e se avete altri dubbi chiedete pure, sarò ben felice di aiutarvi.
Un abbraccio
Irene


Chrysler Building
405 Lexington Ave
Potrete solo entrare nell’atrio purtroppo non è visitabile se non l’ingresso


È qui che Kevin incontra la sua mamma sotto l’albero illuminato (per chi non si ricordasse il film è: Mamma ho riperso l’aereo mi sono smarrito a New York”)

Esterno della famosa stazione ferroviaria newyorchese
Interno della stazione

 Fuller Building, meglio noto come Flatiron Building
175 5th Ave


Sua maestà Empire State Building, che si aggiudica la medaglia d’oro con i suoi 38 dollari per poter salire all’86esimo piano!

Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo.

Buonasera ragazzi!

Ebbene si, è già passata una settimana e sono curiosa…come sta andando con il mangiar sano e l’esercizio fisico?
Se la risposta è alla grande, complimenti e continuate su questa strada, vi darà grandissime soddisfazioni💪; se invece la risposta è non tanto bene, non preoccupatevi ci sono qua io 😁

Iniziamo subito dalla colazione:
Prima che imparassi a mangiare bene io non facevo colazione, passavo direttamente al pranzo e da quando mi svegliavo a quando consumavo il mio primo vero pasto smangiucchiavo qualcosa come patatine, pezzi di pane, dolcetti…insomma tutta spazzatura che innalzava momentaneamente la mia glicemia facendomi sentire piena di energia, per poi farmi ricadere in uno stato di spossatezza peggio di prima.
Tutto questo perché non davo il giusto “carburante” al mio fisico, mi dicevo di non avere tempo o voglia, ma da quando ho cambiato stile la musica si è decisamente trasformata.
Per riuscire a fare tutte le mie cose mi alzo un’ora e mezza prima, potrà sembrare tanto ma ricordatevi che non sempre le persone in forma che incontriamo devono tutto a madre natura!
Se non credete a me prendete ad esempio Roberto Bolle. Fa dei grossi sacrifici sin dall’età di 11 anni, quando dopo aver trascorso la mattina a scuola passava tutti i suoi pomeriggi e tutte le sue sere in sala prove, ed è arrivato dove è arrivato solo grazie al duro lavoro. Non dimentichiamoci che quel bell’imbusto ha 43 anni! Per cui i sacrifici ripagano sempre😁.
Comunque tornando a noi appena mi alzo bevo un bel bicchiere di acqua calda a cui aggiungo il succo di un limone appena spremuto ed un cucchiaino di miele.
Subito dopo vado in bagno a lavarmi, all’incirca impiego una mezz’oretta prima di essere pronta, e solo dopo vado a fare colazione.
Ogni giorno vario, ad esempio questa mattina mi sono fatta un bel latte macchiato a cui ho aggiunto 45g di W.K. Kellogg ed un kiwi.

Immagine correlata

Subito dopo colazione, prima di partire per andare a lavoro medito una mezz’oretta. Scarico tutta la tensione e faccio il pieno di energia positiva.
Se volete vi lascio il link di qualche meraviglioso sito dove trovare delle meditazioni guidate per chi come me è alle prime armi.

Come spuntino di metà mattina tendenzialmente porto con me della frutta oggi ad esempio mi sono gustata una bella fetta di ananas tagliata a cubetti.
Ci sono dei giorni in cui mi basta, altri in cui sento più fame ed è per questo che con me porto sempre un barattolo (come quello della marmellata finita) di frutta secca così da poter spizzicare all’occorrenza.

A pranzo essendo oggi lunedì e dovendo quindi smaltire i balordi del fine settimana ho optato per l’intramontabile insalatona.
Io la preparo con carote, finocchi, olive verdi, mais e una scatoletta di tonno.
Ecco una mia tipica insalata…

Come potete vedere non è proprio un misero piattino, ricordate che mangiare sano non significa dover soffrire i crampi della fame,anzi!

Per merenda invece ho optato per 15 nocciole e 15 mandorle ed in men che non si dica siamo arrivati all’ora della cena.
Come gran finale mi attendeva una braciola di pollo, (diversa dal petto) accompagnata da un cavolo bollito condito con olio e limone.
Per chi non amasse il cavolo, può scegliere qualsiasi tipo di contorno, purché occupi metà del vostro piatto.

Immagine correlata
Questa è una braciola di pollo
Risultati immagini per petto di pollo
Questo è il petto di pollo

Durante tutta la giornata porto sempre con me delle bottiglie d’acqua cosicché io possa arrivare ad assumere almeno 1.5litri.

Se fino ad ora vi ho descritto la mia giornata tipo sotto l’aspetto alimentare, ora vi descrivo invece quella sportiva.

Riuscendo a dedicarmi allo sport solo la sera dalle 19 alle 20 e passando tutto il giorno dietro una scrivania, cerco di muovermi il più possibile.
Ogni donna sa l’importanza degli squat per avere un bel di dietro alto e sodo, ma non sempre si ha il tempo per fare un’intera sessione.
Per questo ogni volta che vado in bagno faccio sempre 10 squat.
Se ci pensiamo bene andiamo in bagno durante la giornata spesso e allora perché non unire l’utile al dilettevole? Se andate in bagno 10 volte e ogni volta fate 10 squat vi troverete a fine giornata ad averne fatti 100…pensateci😉.
Una volta tornata a casa infilo il mio completo da allenamento, le mie scarpe e do inizio alle danze.
Il lunedì mi piace dedicarlo alla corsa, non solo perché grazie a lei scarico tutta la tensione della giornata, ma la sensazione di libertà che mi dona è impagabile.
Se volete vi posto il programma con cui mi sono approcciata a quest’ultima.
Come potrete immaginare prima non correvo per niente, sono arrivata a percorrere 6km solo grazie ad un piano, per cui se volete lo condivido volentieri.
Per chi non ama la corsa, può affidarsi alla cara e vecchia passeggiata.
La regola dice che andrebbero percorsi i famosi 10.000 passi ovvero 6.5 km, ma all’inizio già camminare per almeno mezz’ora, indipendentemente dai passi o dai km andrà benissimo.
Io ho iniziato così, sapevo alla perfezione che prima avevo bisogno di crearmi fiato e resistenza, per cui i primi tre mesi facevo quello che potevo cercando ogni giorno di spingermi sempre un passo oltre al giorno precedente.
Ovviamente non mi sono fermata solo alla camminata, ma per altri esercizi e approfondimenti ci sentiamo i prossimi giorni, non vorrete mica tutto e subito?? 😜

Nel frattempo se volete chiedere qualche esercizio in particolare o volete qualche altra ricetta per il prossimo lunedì fatemelo sapere nei commenti e vi accontenterò immediatamente!

Adesso vado ragazzi.
Un abbraccio
Irene

Foto LaPresse

Dammi la tua mano… Vedi? Adesso posso metterci lo smalto!

Buonasera ragazzi!

Spero abbiate passato una domenica all’insegna del buon cibo e del relax.
Io causa brutta otite sono rimasta in casa nonostante la meravigliosa giornata di sole, ma ovviamente non mi sono persa d’animo e dopo aver letto per buona parte del pomeriggio, ho deciso di rimettere in sesto le mie povere unghie cadute (povere loro!!!) nel dimenticatoio da circa una settimana..la febbre ha avuto la meglio in questo caso 🤣
Perciò se come me, per svariate ragioni, vi fate le mani da sole in casa, sono ben contenta di condividere con voi i miei piccoli trucchi.

Primo step:
Come prima cosa metto sempre le mani a bagno specialmente in inverno.
Il freddo tende a ferirmele e a gonfiarle leggermente per cui non rinuncio mai ogni volta che mi faccio la manicure a metterle a bagno in una ciotolina piena di acqua calda, con un pugno di sale per disinfettare le eventuali ferite ed infine il succo di mezzo limone per schiarire le unghie.

Secondo step:
Una volta ammorbidite le mani prendo la mia coda di rondine e prima abbasso le cuticole, poi successivamente le rimuovo.
So che alcune di voi non gradiscono questo passaggio per cui chi non se la sentisse può e anzi deve saltare questo passaggio.
Ora vi mostro sia la mia coda di rondine, sia le mie unghie prima e dopo l’aver abbassato le cuticole.

La mia coda di rondine
Prima di abbassare le cuticole
Dopo averle rimosse

Terzo step:
Subito dopo aver rimosso le cuticole taglio le unghie se sono eccessivamente lunghe, come potete vedere io sono una fan delle unghie corte.
Spero non me ne abbiano le ragazze che le portano lunghe e decorate nei più svariati modi, ma io non so gestirle quando si allungano quel tanto che basta da superare il polpastrello, figuriamoci se potrei mai portarle anche più lunghe..e poi le trovo più eleganti.
Ovviamente questa è una mia personalissima considerazione e con quest’affermazione non sto certamente giudicando chi le porta in maniera diversa da me 😊.
Comunque una volta tagliate e limate le reimmergo nell’acqua di prima così da poter rimuovere sia la polvere causata dalla limatura sia le pellicine morte.

Quarto step:
Una volta asciugate bene le mani passo allo smalto.
Prima di tutto passo una base trasparente.
Trovo che lo smalto duri molto di più con la base e poi al tempo stesso proteggo anche l’unghia non mettendo direttamente a contatto il colore con quest’ultima.
Io uso gli smalti di KIKO MILANO. Fanno benissimo il loro lavoro ed il prezzo ci è decisamente amico!

Ecco il mio amato “Nail Lacquer” di Kiko, ora in offerta sul loro sito a 3.45€

Quinto step:
Dopo essermi passata la base una sola volta ed aver atteso che si sia asciugata in maniera perfetta (io per accertarmi che sia ben asciutta metto a contatto le rispettive unghie, le faccio toccare fra di loro, cioè faccio toccare i due pollici, i due indici, i due medi, i due anulari e i due mignoli. Una volta che sono in contatto le faccio scorrere da destra verso sinistra velocemente e se procedono senza fare attrito lo smalto è pronto) stendo la prima passata di colore.
Quest’oggi ho scelto questo meraviglioso color lampone invernale


È il n.46 “Ribes Red” in sconto sul sito Kiko Milano a 3,45€

Sesto ed ultimo step:
Dopo aver dato due passate, e aver atteso che fra una passata e l’altra il colore fosse perfettamente asciutto, metto il “Gel Effect Top Coat”.
Grazie a questo gel lo smalto mi dura tranquillamente tutta la settimana.
Ogni volta che dico questa frase la prima cosa che mi viene detta è: “Vabbè ma significa che non fai niente allora!”.
Come potrete ben immaginare non sto tutta la settimana con le mani in mano, semplicemente adotto dei piccoli accorgimenti.
Ad esempio quando lavo i piatti indosso sempre i guanti, quando vado fuori metto le muffole, metto la crema mani cosicché siano morbide e quindi non intirizzite quando entro in contatto con qualsiasi oggetto e così via, per cui si anche io faccio e si lo smalto regge 😉.

Gel Effect Top Coat.
Sul sito Kiko Milano a 4,95€

E questo è il risultato finale

Che dire, spero di avervi dato qualche utile informazione e se invece troviate ci sia qualcosa di inesatto nei miei passaggi fatemelo sapere così posso migliorare 😊

Ora vi saluto e vi aspetto domani per sapere come procede il vostro percorso verso una vita più sana.
Domani condividerò con voi oltre che qualche ricetta, anche degli ottimi esercizi fisici da poter svolgere a casa senza dover per forza andare in palestra.
Ci sentiamo domani.
Un abbraccio
Irene

La realizzazione di un sogno

Buonasera ragazzi!

Siamo già a giovedì e vuoi o non vuoi si pensa già all’imminente weekend.
Oggi mentre ero dal dentista e cercavo di distrarmi con pensieri positivi, mi è tornata in mente una delle esperienze più belle che avessi mai potuto fare, ovvero il mio viaggio all’esplorazione del Lago di Breis, delle Tre Cime di Lavaredo e del Monte Piana.
Ma procediamo per gradi…
Per il compimento dei miei 25 anni mio padre mi chiese cosa volessi per regalo.
Sono sicura si aspettasse di ricevere come risposta che ne so una borsa, magari un paio di scarpe o del make up, decisamente non era pronto alla mia richiesta.
Non volevo qualcosa di materiale, avevo ed ho già tutto quello che mi serve, per il mio primo quarto di vita volevo realizzare uno dei punti sulla mia personale lista di “cose da fare prima di morire”.
Così senza giri di parole dissi: “Voglio andare a fare il giro delle Tre Cime di Lavaredo, costeggiare il Lago di Breis e vedere con i miei occhi cosa hanno sopportato i soldati durante la prima guerra mondiale”.
Ecco l’espressione di mio padre fu più o meno questa 😶, ma ormai il dado era tratto ed io stavo già pianificando il viaggio.
Trovare posto per cinque persone a fine Luglio sembrava davvero un’impresa impossibile, tenendo conto che cominciai a pianificare il tutto alla fine di Giugno, ma fortunatamente gli astri erano dalla mia parte.

Soggiornammo presso il “Residence Rienz, via Bahnhofstrasse 6, 39030 Chienes, Italia”.
Eravamo ad una 40ina di km dai nostri punti di interesse, ma poco importava, era il nostro weekend familiare e non ci saremmo certo lasciati scoraggiare da un po’ di strada che per dirla tutta era meravigliosa anch’essa.
Appena arrivammo la proprietaria, persona squisitissima, ci diede le tessere per i mezzi di trasporto gratis, valide per tutto il periodo del nostro soggiorno, l’unica cosa da fare fu mettere il nostro nome, cognome e indicare la struttura che ci ospitava.
A onor del vero la maggior parte delle strutture in Trentino offre ai loro ospiti questo servizio.

Prima tappa: Lago di Breis
Partiti dalla stazione ferroviaria di Chienes, siamo arrivati a quella di Monguelfo in meno di 20 minuti.
Una volta lì, durante il periodo estivo, si può prendere la navetta-shuttle per il lago.
Questa ahimè non è inclusa nella tessera dei trasporti che vi rilasciano le strutture convenzionate e a testa dai 6 anni in poi si pagano 3€ a corsa per cui andata e ritorno sono 6€.
La navetta che effettua corse ogni 20 minuti, vi attende fuori dalla stazione esattamente davanti l’uscita, ma se vi capitasse di non trovare l’autobus fuori ad aspettarvi, restate pure fermi nell’apposita fermata e di lì a poco arriverà.
Il tragitto da Monguelfo al lago impiega anch’esso una ventina di meravigliosi minuti.
Il vostro sguardo si perderà cercando di scalare con gli occhi quelle incredibili pareti rocciose ricoperte da alti muri di sontuosi abeti, esplorando i piccoli paesini dalle tipiche case dipinte e rincorrendo i ruscelli che vi accompagnano lungo la via.
La fermata dell’autobus è un ampio parcheggio che dista meno di 500 metri dalla vostra meta.
Non riesco a spiegarvi a parole la meraviglia di quella visione, perciò lascerò che le immagini parlino per me.

La giornata era variabile ed era come se il cielo, le barche, le montagne si stessero rispecchiando su queste acque cristalline.
Era come se fossimo dei protagonisti di quadro di William Turner.

Seconda tappa: Tre cime di Lavaredo
Ero rimasta talmente tanto estasiata dal lago di Breis che credevo fosse inarrivabile, ma non avevo ancora visto le Tre Cime.
La sveglia quel sabato aveva suonato presto, volevamo evitare la calca, così alle 7:00 per buona pace di tutti siamo partiti.
Dopo un’abbondantissima colazione al
“Bäckerei Konditorei Gatterer Di Paul Gatterer and Co. Snc
Via Chienes, 2, 39030 Chienes BZ ” ed ancora inebriati dal sapore delle torte, delle crostate e dei croissant di ogni genere da noi mangiati, partiamo alla volta di Dobbiaco.
Grazie all’orario di traffico abbiamo trovato quasi niente, solo alla fine qualcosina ma eravamo ormai arrivati al varco che bisogna passare per poter iniziare la salita alle Cime.

Traffico prima del varco in fondo

Ovviamente potrete raggiungere il posto con i mezzi, ma tenete presente che quel giorno avrete tanto da camminare!
Comunque se deciderete di prendere il vostro mezzo ecco i prezzi applicati:
-Motocicli 20€
-Autovettura 30€
-Pullman (max 30 posti) 60€, oltre 120€
-Caravan e Autocaravan e Camper 45€
-PORTATORI DI HANDICAP ACCESSO GRATUITO CON CONTRASSEGNO ESPOSTO E PERSONA DISABILE A BORDO.

Diciamo che la spesa non è così indifferente, ma fidatevi una volta lassù dimenticherete tutto e verrete rapiti dallo scenario che vi si porrà davanti.
Io confesso di aver versato qualche lacrima tanto ero felice di stare lì circondata da quel panorama mozzafiato e dalla mia famiglia 😊
Dal parcheggio il primo rifugio che vi si porrà davanti sarà il rifugio Auronzo, dove consiglio vivamente di andare in bagno e se ne siete sprovvisti comprare dei sani spuntini e dell’acqua (ma se vi portate tutto è meglio, diciamo che i prezzi sono interessanti…2€ per una bottiglietta da mezzo litro 😱) fatto tutto pronti e via!!!! Il cammino durerà all’incirca tre ore ma credetemi non lo rimpiangerete.
Partendo dall’Auronzo ed andando verso la piccola chiesa che troverete davanti a voi, starete costeggiando esattamente la “schiena” delle famose vette. Devo dire che almeno per quanto mi riguarda non riuscivo ancora a decifrare le famose “3 dita”, da dietro è davvero dura!
Si cominciano a delineare distintamente i contorni solo una volta superato il secondo rifugio, il rifugio Lavaredo.
Quando dopo aver imboccato il sentiero,(ai meno esperti mi sento di consigliare il più lungo e meno ripido, quello più corto e di conseguenza più ostico è consigliato solamente agli scalatori avanzati oltre che ben attrezzati) e saliti fino in cima troverete ad accogliervi loro:

Lascio a voi i commenti, io sono ancora là

Terza tappa: Monte Piana
Per il terzo ed ultimo giorno abbiamo lasciato il Monte Piana e si trova esattamente di fronte alle Tre Cime.
Questa volta eravamo in quattro a salire su e spero non mi biasimerete se dopo due giorni di ininterrotto cammino abbiamo deciso di percorrere i 5km che da Misurina porta alle trincee con la camionetta.
Il costo per quattro persone andata e ritorno è stato di 50€…sto ancora riprendendomi.
Se soffrite di vertigini come la sottoscritta durante il tragitto vi consiglio di guardare sempre verso la parete rocciosa 🤣, anche se in meno di 10 minuti sarete in vetta.
La camionetta vi lascerà in un grande spiazzale, ma niente paura girando subito a sinistra la prima scarpinata sarà lì pronta ad attendervi e a farvi tornare nel più crudo passato.
Quando ero lì pensavo a quanto potesse essere stata dura per i soldati arrivare fin lassù con la neve, con le armature pesanti, con la fame che li attanagliava e con la conoscenza della montagna quasi nulla; se ci pensiamo bene molti soldati vedevano la neve addirittura per la prima volta, per cui quando sarete in quelle trincee siate rispettosi, dove ora si passeggia allegramente e magari quasi come un gioco una volta lì si moriva con la triste consapevolezza che non sarebbero più stati riabbracciati dai loro cari.
Adesso però non voglio angosciarvi e anche qui vi lascio qualche memorabile immagine.

Spero vi abbia fatto piacere venire con me in questo viaggio, sperando di avervi dato un’idea per la vostra prossima escursione e se vorrete altre informazioni non esitate a chiedere.
Ora vi lascio, il letto mi chiama.

Alla prossima!
Un abbraccio
Irene

Lose weight in a healthy way!

Buonasera ragazzi!

Spero che il ritorno alla vita di tutti i giorni sia stato meno traumatico di quel che credevate, ma oggi lunedì 7 gennaio non è solo il giorno dei grandi ritorni, è anche l’inizio (per chi ne ha fatti) del mantenimento dei buoni propositi.
Ogni nuovo anno che si rispetti porta con se propositi più o meno realizzabili ed innegabilmente uno dei più gettonati è quello di rimettersi in forma.
Ecco se il vostro buon proposito per il 2019 è il tornare in forma vi posso accompagnare in questo lungo, faticoso ma meraviglioso viaggio, se invece volete più soldi o più fortuna..purtroppo non faccio al caso vostro😜

So in prima persona quanto possa essere difficile riuscire a mantenere questo intento, non è solo mangiare più frutta e verdura, fare più esercizio fisico e ridurre al minimo lo stress.
Per quanto siano sacrosanti questi tre punti, parliamo di dover cambiare in toto un intero stile di vita e questo è più difficile di quel che si creda.
Io sono stata in sovrappeso per 18 anni della mia vita.
A scuola mi chiamavano cicciona, palla di lardo, mongolfiera e chi più ne ha più ne metta!
Si sa i bambini sanno essere crudeli ed anche se col tempo tutto passa le cicatrici rimangono, inutile raccontarci balle.
Fatto sta che un bel giorno di inizio Luglio (non proprio Gennaio😅) mentre aspettavo l’arrivo di li a poco dei miei 18 anni, mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: “Basta io così non ci sto più!”
Avevo deciso che avrei fatto ricredere tutti quelli che mi avevano deriso, umiliata e screditata.
Col senno di poi posso affermare che ero stanca della spossatezza, delle ginocchia doloranti (sono alta 1.60m, ed 80kg erano davvero troppi per le mie articolazioni) e delle cosce ferite dallo sfregamento, specialmente in estate. Però devo ammettere che il senso di rivincita è stato un bel motore trainante specialmente i mesi subito dopo la perdita dei primi chilogrammi, perché all’inizio si perdono facili i primi 3/5 kg, il duro arriva subito dopo.
Ma andiamo con ordine..
Io sono un’amante di pasta e pizza, ero abituata a mangiarli tutti e ripeto TUTTI i giorni e si quella è stata la mia rinuncia più grande. Non li ho eliminati come propinano certe “diete” ma li ho limitati.
Ho aumentato a dismisura il consumo di verdura, frutta, cereali, legumi, carni bianche e pesce.
Non mi ha seguito un dietologo perché sapevo perfettamente cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato mangiare, sapevo perfettamente che consumare pasta tutti i giorni a pranzo e a cena minimo 4 fette di pane non era la cosa più giusta da fare.
Intendiamoci, con questo non sto dicendo che i dietologi non servono a nulla o che si possa benissimo fare a meno di loro, sono dei dottori e dei professionisti in primis e in quanto tali vanno sempre consultati.
Io non l’ho fatto solo perché non avevo grossi problemi di salute come diabete o colesterolo, non avevo problemi respiratori o cardiaci, semplicemente amavo i carboidrati e gli snack salati accompagnati da bibite gassate di ogni genere ed il mio sport preferito era lo stare seduta sul divano.
Io ho messo in atto i consigli che loro stessi danno solo dopo essermi fatta visitare ed aver visto che ero perfettamente sana, in sovrappeso si, ma sana.
Fatevi fare la diagnosi da un medico prima, sarà lui ad indirizzarvi.
Detto questo oggi voglio inaugurare questo spazio per tutte quelle persone che hanno bisogno di supporto per poter continuare su questa strada, che non vogliono sentirsi sole e che cercano sostegno negli altri.
Con questo spazio non voglio farvi sentire soli, anzi decisamente il contrario! Condividerò con voi ricette veloci, adatte alla vita frenetica di tutti i giorni, esercizi che ho fatto all’inizio quando ho intrapreso questo percorso ed esercizi che faccio ora che sono arrivata a pesare 50 kg (💪), insomma tutto quello che potrà esservi di supporto.
E nel salutarvi vorrei dirvi che sono riuscita a perdere 30 kg in 6 anni, non è stato facile, ma ci sono riuscita, per cui non cercate di raggiungere l’impossibile altrimenti sarete destinati a fallire, ponetevi traguardi realizzabili e vedrete che arriverete dove vorrete.

Adesso vi saluto, e se c’è qualcuno che ha voglia di condividere con me la sua esperienza o semplicemente vuole un po’ di sostegno fatemelo sapere, sono qui apposta.
Un abbraccio
Irene

SPA casalinga..piccoli piaceri domenicali

Ciao ragazzi.

Oggi è domenica e si sa la domenica è dedicata al relax e la formula che preferisco come compagna per le mie domeniche è: pigiama+SPA…nel io caso “home SPA”!
Ebbene si, la domenica la passo a farmi le coccole preparandomi al meglio per l’inizio di una nuova ed intensa settimana.
Solo dopo aver assimilato l’idea che l’indomani sarà lunedì e che fino a Pasqua non avremo altri break (😱) spalanco le porte del mio personale quanto bizzarro centro benessere.

Primo step: APERTURA PORI
Ogni beuty addicted che si rispetti sa l’importanza di questo passaggio, ma se come me ne eravate completamente all’oscuro ve lo spiego molto più che volentieri.
Prima ci si lava la faccia con un normale detergente, (io ad esempio uso quello di Jowaé)

poi una volta pulita la pelle si passa all’azione.
Se avete un’apposita sauna facciale siete a cavallo, vi basterà accenderla dopo aver aggiunto l’acqua e far fare tutto a quest’ultima, ma se come me ne siete sprovviste niente paura.


Basterà riempire un pentolino con dell’acqua e metterlo sul fuoco.
Quando sarà sul punto di bollire spegnete ed aggiungete un cucchiaio di bicarbonato ed un cucchiaino di succo di limone.
Per i prossimi 8/10 minuti mettetevi sedute con un panno sopra la testa ed attendete lo scadere di quest’ultimi.

Secondo step: RIMUOVERE LE IMPURITÀ
Una volta finita la “sauna” prendete due pezzi di carta o se preferite due cotton fioc e cominciate a schiacciare i vari punti neri e/o brufoli presenti sul viso.
In contemporanea io applico dei cerotti sia sul naso che sul mento appositi per i punti neri.
Ultimamente sto utilizzando quelli della MEDca e devo dire che sono davvero ottimi.
Quando non ho tantissime imperfezioni li lascio in posa 10 minuti, mentre se la mia pelle è più problematica li lascio anche 20 minuti.

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Terzo step: SCRUB
Prima di applicare una maschera facciale faccio uno scrub per ripulire a fondo la pelle ed eliminare le cellule morte.
Anche qui si possono prendere due strade.
La prima è l’uso di detergenti esfolianti, io ad esempio uso quello di Dr.Organic il Manuka Honey Scrub.
Questo scrub è per l’appunto esfoliante ed al tempo stesso rigenerante con micro particelle di lava vulcanica. Rimuove a fondo le impurità e ridona luminosità alla pelle.
Altro punto a favore di questa linea oltre l’aver sostituito l’acqua con l’Aloe, ingrediente straordinario per le sue proprietà idratanti e lenitive, è il prezzo: 8,17€ su Amazon.

La seconda alternativa quando non ho un esfoliante è farmelo da sola.
Prendo una ciotolina ed al suo interno metto 1 cucchiaio di olio d’oliva, un cucchiaino di sale e uno di miele.
Amalgamo il tutto e quando è pronto lo stendo sul viso con dei movimenti circolari.
Mentre il sale rimuove le cellule morte, l’olio d’oliva ed il miele lasciano la pelle nutrita ed illuminata.

Quarto ed ultimo step: MASCHERA VISO
Una volta risciacquato il viso applico una maschera viso.
Ultimamente sto usando quelle di Dermal Korea, le Collagen Essence Full Face Facial Mask Sheet, 16 Combo Pack.

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Devo dire di trovarmi davvero bene.
Sono 16 maschere differenti, ce ne sono di nutrienti, idratanti, illuminanti, al collagene, insomma in base al momentaneo bisogno della mia pelle devo dire di avere un’ampia scelta e sono anche ben imbevute di siero.
Tenendo conto del prezzo per 16 maschere, sono assolutamente approvate👍.
Per chiudere il cerchio alla fine applico anche una crema idratante.
Al momento sto usando l’Hydra Zen di Lancôme.

Risultati immagini per lancome creme viso
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È davvero un’ottima crema, è idratante, leggera ed ha un profumo paradisiaco, ma ahimè non è così economica. Se non me l’avessero regalata devo ammettere che non l’avrei mai comprata, ma se è un po’ che state pensando di acquistarla al momento la trovate in sconto su Douglas e credetemi sarà un ottimo investimento.
Una validissima alternativa la trovate nella crema viso leggera idratante di Jowaé.
Anch’essa leggera, si assorbe rapidamente, non unge ed il profumo dei fiori di ciliegio vi farà sognare.
Da quando l’ho scoperta non sono più riuscita a farne a meno.

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Insomma questo è tutto.
Spero di avervi dato qualche prezioso consiglio, fatemi sapere come vi trovate o se fate qualche altro passaggio che ancora non conosco.
Alla prossima.
Un abbraccio
Irene


24h che sanno di felicità!

Ciao ragazzi!

Siete pronti per il fine settimana?
Per alcuni (ad esempio me 😀 ) sarà il weekend del riposo dopo aver ripreso la routine quotidiana, per altri sarà l’ultimo prima del grande ritorno.
Avevo immaginato di passarlo in assoluto relax ma l’arrivo della neve mi ha fatto cambiare decisamente idea.
In quattro e quattr’otto, dopo essermi assicurata la messa in funzione degli impianti, ho organizzato una fuga direzione Bolognola.
Questa piccola perla in provincia di Macerata è il più alto comune delle Marche, al centro del Parco Nazionale dei Sibillini.
Nonostante il terremoto abbia lasciato segni non indifferenti, il duro lavoro per far ripartire la vita sta dando i suoi frutti ed è per questo che ho deciso di passare questa giornata immersa in scenari mozzafiato ed in compagnia di amici e del mio straordinario fratello.


Se come me vi manca tutto il necessario, potrete tranquillamente noleggiarlo presso “Noleggio Ortelio”. Si trova esattamente di fronte la biglietteria, vicino al parcheggio principale (vi lascio comunque il link per tutte le info).
Giustamente decidendo di passare una giornata sulle piste da sci vuoi non esser capace a sciare? Ovviamente..NO! 😀
Continuando a ringraziare il cielo per l’esistenza degli istruttori, al “Bolognola-Ski” offrono anche lezioni individuali e non, con istruttori più che preparati.
Se come noi siete un piccolo gruppo (max.6 persone) la lezione vi costerà 12€ a testa per 50minuti totali altrimenti individuale vi costerà 30.
Insomma con 50€ fra lezione e noleggio attrezzatura vi godrete una meravigliosa giornata di totale libertà!
Lo skyline dei Sibillini ci accompagnerà durante il nostro pranzo al sacco presso lo “Zchalet” ma se vorrete troverete il tipico menù marchigiano ad una modica cifra di 15€.

Insomma non vedo l’ora di provare per la prima volta l’ebrezza di scivolare sulla neve e se anche voi vorrete trascorrere una giornata diversa vi consiglio davvero questa piccola perla.
Inoltre ricordate che non farete del gran bene solo a voi, ma aiuterete una meravigliosa terra a riacquistare fiducia e speranza in un domani migliore..che non è poco 🙂

Alla prossima ragazzi buon fine settimana e buona Epifania a tutti.
Un abbraccio
Irene

https://www.bolognolaski.it/